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Eucaristia
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Lmwca'mwcqEucaristia,cite-ref-1[1] o mwdgcomunione, o mwdwmweasanta cena, per gran parte delle mweqChiese cristiane, è il mwegsacramento istituito da mwewGesù durante l'mwfaUltima Cena, alla vigilia della sua mwfqpassione e morte. Il termine deriva mwfgdal greco antico εὐχαριστία?, eucharistía, "ringraziamento, rendimento di grazie". Il mwfwNuovo Testamento narra l'istituzione dell'eucaristia in quattro passi: mwgaMatteo mwgq26,26-28cite-ref-2[2]; mwhgMarco mwhw14,22-24cite-ref-3[3]; mwjaLuca mwjq22,19-20cite-ref-4[4]; mwkgPrima lettera ai Corinzi mwkw11,23-25cite-ref-5[5]. In mwmaGiovanni 6,24-35cite-ref-6[6] Gesù si definisce, in analogia con la mwnqmanna, come il vero pane disceso dal cielo, che sazia e disseta per la vita eterna, inviato dal Padre a dare la vita per il mondo.
«Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il
mio
corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me".»
(1 Corinzi 11, 23-25cite-ref-7[7])
Contents
• Note
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Le origini
Nell'mwrgUltima Cena, secondo l'interpretazione cattolica del racconto dei vangeli, Gesù distribuì ai suoi mwrwdiscepoli il mwsapane e il mwsqvino come suo mwsgcorpo e suo mwswsangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua memoria. La mwtaChiesa cattolica, dunque, fin dalla sua origine, celebra l'atto sacramentale dell'Eucaristia come uno degli impegni lasciatile da mwtqGesù stesso, suo mwtgDio salvatore e fondatore. Secondo la dottrina cattolica, l'eucaristia è l'azione sacrificale durante la quale il mwtwsacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello mwuaSpirito Santo, diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, lo stesso Corpo e lo stesso mwuqSangue offerti da Gesù stesso sulla croce. I cristiani protestanti non credono nell'atto sacramentale come rinnovarsi del sacrificio della croce, né in generale credono nella mwugtransustanziazione; alcune comunità protestanti rifiutano anche la mwuwpresenza reale. Molte non usano il nome Eucaristia, ma altri nomi, tipicamente Cena del Signore, Santa Comunione, Comunione o mwvaSanta Cena, che variano anche a seconda della lingua.
Terminologia
Il mwvwNuovo Testamento è stato originariamente scritto in lingua greca e il sostantivo greco mwwaεὐχαριστία (eucharistia),cite-ref-8[8] che significa "ringraziamento", appare alcune volte in questo, mentre il verbo greco correlato mwxqεὐχαριστήσας si trova più volte nei racconti del Nuovo Testamento dell'Ultima Cena,cite-ref-9[9]cite-ref-lav-10-0[10]cite-ref-schr-11-0[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] compreso il più antico di questi:
«Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie (
εὐχαριστήσας
), lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». (1 Corinzi 11:23–24)»
Il termine εὐχαριστία (eucharistia) è quello con cui si fa riferimento al rito nella Didaché (documento di fine I o inizio II secolo),cite-ref-kodell-14-0[14]cite-ref-textdid-15-0[15]cite-ref-bromiley437-16-0[16]cite-ref-17[17] negli scritti di Antiochia (morto tra il 98 e il 117)cite-ref-bromiley437-16-1[16]cite-ref-18[18] e Giustino Martire (Prima Apologia scritta tra il 155 e il 157).cite-ref-bromiley437-16-2[16]cite-ref-guy196-19-0[19]cite-ref-20[20]
In its instructions on the Eucharist,<ref name=LaV/> the Didache also uses {{lang|grc|εὐχαριστίζω}} (to "eucharistize"),<ref name=textDid/><ref>''The Didache: faith, hope, & life of the earliest Christian communities'' by Aaron Milavec 2003 {{ISBN|0809105373}} p. 429</ref><ref>''The Christian Sacraments of initiation: baptism, confirmation, Eucharist'' by Kenan B. Osborne 1998 {{ISBN|0809128861}} p. 176</ref> a verbal form of {{lang|grc|εὐχαριστία}},<ref name=textDid/> and, again in relation to the rite,<ref name=LaV/> Justin Martyr uses another verbal form: {{lang|grc|εὐχαριστῶ}} ("to thank"),<ref>''First Apology'', 65</ref>
Fonti paleocristiane
La mwmgDidaché (in greco: Διδαχή) è un trattato della Chiesa primitiva che include istruzioni per il Battesimo e l'Eucaristia. La maggior parte degli studiosi la datano alla fine del I secolo.cite-ref-21[21] L'Eucaristia è menzionata nei capitoli 9,cite-ref-22[N 1] 10cite-ref-23[N 2] e 14.cite-ref-24[N 3]
mwraIgnazio di Antiochia (nato c. 35 o 50, morto tra il 98 e il 117), uno dei mwrqPadri apostolici, menziona l'Eucaristia come "la carne del nostro Salvatore Gesù Cristo"cite-ref-25[N 4]cite-ref-26[N 5]
mwtwGiustino Martire (nato c. 100, morto c. 165) cita a questo proposito:
«E questo cibo è chiamato tra noi Εὐχαριστία [Eucaristia], del quale nessuno può partecipare se non colui che crede che le cose che noi insegnamo sono vere, e che è stato lavato con il lavacro per la remissione dei peccati e per la rigenerazione, e che vive come Cristo ha comandato. Infatti noi non riceviamo queste cose come pane comune e bevanda comune; ma, allo stesso modo in cui Gesù Cristo nostro Salvatore, fatto carne per mezzo della Parola di Dio, ha avuto carne e sangue per la nostra salvezza, così anche noi siamo stati istruiti che il cibo benedetto dalla preghiera della Sua parola, e dal quale il nostro sangue e la nostra carne sono nutriti per transmutazione, è la carne e il sangue di quel Gesù che si è fatto carne.
»
Nella sua prima mwvgApologia Giustino descrive come l'Eucaristia veniva celebrata a Roma alla metà del II secolo, priva ancora delle particolarità del rito romano attuale, delle quali sono testimonianze il mwvwSacramentario veronese o leoniano (VI secolo) e il mwwaSacramentario gelasiano (VIII secolo).cite-ref-28[23]
1. Frequenza settimanale: "Nel giorno appellato del sole tutti quelli che sono nella città o campagne convengono insieme".cite-ref-lxvii-33-0[28]
2. Letture: "Si leggono le Memorie degli apostoli, e gli scritti dei profeti finché il tempo lo permette".cite-ref-lxvii-33-1[28]
3. Omelia: "Il prefetto fa per discorso un'ammonizione ed esortazione perché s'imitino queste belle cose".cite-ref-lxvii-33-2[28]
4. Preghiere dei fedeli in comune: "In seguito sorgiamo tutti in comune e facciamo preghiere";cite-ref-lxvii-33-3[28] nelle celebrazioni dopo il conferimento del battesimo ad un nuovo cristiano, "orare instantemente per se stessi e per l'illuminato, e per tutti gli altri in qualunque luogo sieno, perché vengano fatti degni di imparare le cose vere, e di venire fatti degni conversatori buoni, e osservatori dei comandamenti, acciò conseguiamo l'eterna salute".cite-ref-lxv-34-0[29]
5. Bacio della pace: "Terminate le orazioni ci salutiamo a vicenda con un bacio".cite-ref-lxv-34-1[29]
7. Azione di grazie per bocca del presidente: "Ed egli prendendolo celebra lode e gloria al Padre dell'universo pel nome del Figliuolo e dello Spirito santo e celebra a lungo l'azione di grazie per essere noi fatti degni da lui di queste cose";cite-ref-lxv-34-3[29] "il prefetto fa similmente orazioni e azioni di grazie a tutta sua possa".cite-ref-lxvii-33-5[28]
9. Comunione: "Quelli che da noi sono chiamati mwarmdiaconi, danno a cadauno dei presenti da partecipare del pane, del vino e dell'acqua, adoprati per celebrare l'azione di grazie, e ne portano ai non presenti";cite-ref-lxv-34-5[29] "Fassi a cadauno la distribuzione e la partecipazione delle cose colle quali si celebrò l'Eucaristia, e ai non presenti si mandano per mezzo dei diaconi".cite-ref-lxvii-33-7[28]
10. Colletta per i bisognosi: "I ricchi veramente, e quelli che vogliono, ciascuno a suo arbitrio dà ciò che vuole. E quello che si raccoglie viene depositato appresso il prefetto: ed egli soccorre gli orfani e le vedove ...".cite-ref-lxvii-33-8[28]
VII-VIII secolo
Nell'ottobre 2025 è stato dato l'annuncio del ritrovamento a Topraktepe di cinque pani eucaristici risalenti al VII-VIII secolo di cui uno raffigura insolitamente Gesù Cristo come contadino, in analogia alla mwasqparabola del buon seminatore. La raffigurazione è accompagnata dalla scritta greca mwasuCon gratitudine a Gesù benedetto, che indica il significato etimologico della parola "Eucaristia" (rendere grazie a Dio) e richiama il rito della benedizione dei pani.cite-ref-35[30]cite-ref-36[31]
Studi moderni ed ecumenismo
Alcuni studi recenti hanno interpretato le origini dell'eucaristia in relazione a temi quali il rapporto tra mwatastoria e mwateteologia nei resoconti evangelici, il confronto con il contesto mwatiebraico e mwatmgreco-mwatqromano del tempo, e l'evoluzione delle pratiche e delle dottrine, anche in relazione alle varianti riscontrate da luogo a luogocite-ref-37[32]. Secondo altre ipotesicite-ref-38[33]cite-ref-39[34] il sacramento dell'Eucaristia sarebbe frutto di un'evoluzione della coscienza delle prime comunità cristiane, in qualche modo influenzata dalle "cerimonie mitiche e di culti misterici mwaueteofagici" presenti nelle civiltà ellenistichecite-ref-40[35]cite-ref-41[36].
Il ruolo centrale della celebrazione eucaristica nel cristianesimo e lo sviluppo, da parte delle diverse confessioni religiose, di variazioni anche molto significative hanno inoltre reso il confronto sull'eucaristia uno dei temi centrali del mwausmovimento ecumenicocite-ref-42[37].
mwaveShekhinah è la parola ebraica (di origine mwavicaldea) che nella Bibbia indica la manifestazione del Signore a Israele, e poi ai fedeli in Cristo (nel Nuovo Testamento). Nelle chiese odierne, il tabernacolo è l'equivalente del mwavmmwavqSancta Sanctorum del mwavuTempio di Gerusalemme al quale avevano accesso solamente i mwavySommi Sacerdoti.
Chiesa cattolica
L'Eucaristia, secondo la dottrina cattolica, è il Corpo di Gesù Cristo stesso. Nell'Eucaristia Gesù è presente in modo completo e in tutta la sua persona, cioè nel Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Il mwawymiracolo consiste nel fatto che l'Eucaristia, sebbene sia sostanzialmente il Corpo di Cristo, tuttavia mantiene quelli che sono gli accidenti esteriori del pane. Essa è strettamente collegata con la mwawcPasqua, con la mwawgmorte e mwawkrisurrezione di Gesù. Il fatto fondamentale che collega i due avvenimenti è l'ultima Cena: fondante l'eucaristia e annunciante la Pasqua.
Cristo celebra la pasqua ebraica, ma le dona un nuovo significato. L'antica alleanza tra il popolo di Israele e mwawsDio sul mwawwmonte Sinai fu suggellata con il sangue di un mwaw0sacrificio; così anche la nuova e definitiva alleanza del mwaw4nuovo Israele è suggellata dal sacrificio di mwaw8Cristo, vero mwaxaAgnello che "prende su di sé i peccati del mondo", che "riconcilia l'umanità col suo creatore".
Nella cena pasquale ebraica, consistente in azzimi ed erbe amare, si assisteva al ricordo della liberazione dall'mwaxiEgitto e degli eventi dell'mwaxmesodo stesso. Nella cena pasquale cristiana - l'eucaristia appunto - si assiste al ripresentarsi vivo e vero della passione e morte del Figlio di Dio, che libera dal mwaxqpeccato e "riconcilia nel suo amore il mondo intero". Perciò Gesù dice: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue": si tratta della mwaxunuova Pasqua dell'Agnello.
L'apostolo mwaxcPaolo di Tarso scrive: "Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice voi annunziate la morte del Signore finché egli venga". È necessario soffermarsi in modo particolare sulla comprensione dell'eucaristia come mwaxgmwaxkmemoriale (mwaxoanamnesi, in ebraico "mwaxszikkaron"): questo termine nel contesto biblico indica mwaxwazioni rituali riferite a un mwax0evento (salvifico) passato in grado tuttavia di attualizzarlo, rendendolo presente ai partecipanti nelle sue stesse dimensioni salvifiche, e proiettandolo anche verso il futuro.cite-ref-43[38] E nella concezione memoriale le mwayiconfessioni cristiane trovano consenso nell'affermazione: "L'Eucaristia è il memoriale di Gesù crocifisso e risorto, cioè il segno vivo ed efficace del suo sacrificio, compiuto una volta per tutte sulla croce e ancora operante in favore di tutta l'umanità"cite-ref-44[39]. L'intero complesso della celebrazione eucaristica (e dunque mwaycliturgia della parola e mwaygliturgia eucaristica) è il memoriale di tutto il mistero di Gesù, centrato nella sua morte, risurrezione e ascensione; la mwaykpreghiera eucaristica è, in modo particolare, pervasa dal tema del memoriale.
Celebrazione eucaristica
La celebrazione eucaristica è costituita da due parti, la mwazmLiturgia della Parola e la mwazqLiturgia eucaristica. La mwazuLiturgia della Parola consiste principalmente di letture della Scrittura (la Bibbia) e un'omelia (altrimenti chiamata sermone) predicata da un sacerdote o un diacono mentre la mwazyLiturgia dell'Eucaristia comprende l'offerta e la presentazione del pane e del vino all'altare, la loro consacrazione da parte del sacerdote durante la preghiera eucaristica e l'accoglienza degli elementi consacrati nella santa Comunione.cite-ref-45[40]
Sacrificio
Secondo la Chiesa cattolica, nelle specie consacrate del pane e del vino, dette anche mwaaiSantissimo Sacramento dell'Altare, vi è la presenza reale di Cristo stesso, in corpo, sangue, anima e divinità. La continua riattualizzazione di questo mistero avviene mediante l'azione dello mwaamSpirito Santo. Per i cristiani mwaaqcattolici e mwaauortodossi la Santa Messa è un sacrificio perché ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce, e ne è il memorialecite-ref-46[41]cite-ref-47[42]. Il mwaa4sacerdote che celebra la Santa Messa, agendo mwaa8mwabain persona Christi, offre a Dio Padre lo stesso Sacrificio del Calvario di Gesù, cosicché chiunque assiste alla Santa Messa è esattamente come se fosse dinanzi alla crocifissione di Cristo e alla Sua Passione.
Per i cristiani cattolici ogni eucaristia, in quanto memoriale e rinnovazione dell'evento sacrificale di Cristo, è sacrificio in modo attuale: la Chiesa lo considera dono del Signore e ne fa il suo mwabisacrificio. Per questo invita i fedeli a offrire sé stessi a Dio in ubbidienza e devozione, perché - come ancora Paolo scrive - "chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini sé stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna". In quanto comunione alla Cena del Signore, nell'eucaristia i fedeli trovano il fondamento, la fonte e il vincolo dell'unione con Cristo e fra loro.
Materia e forma del sacramento
A differenza degli altri sacramenti che si perfezionano con l'applicazione della materia sacramentale alla persona da santificare, l'Eucaristia si perfeziona con la consacrazione della materia stessa, a prescindere dalla persona che la riceve.cite-ref-48[43]
La presenza reale di Cristo
Secondo la Chiesa cattolica, Gesù Cristo è presente nell'Eucaristia infatti in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. In essa è quindi presente in modo sacramentale, e cioè sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo.cite-ref-49[44]
Il mwacaConcilio Lateranense IV del 1215 parlava del pane e del vino come "transustanziati" nel corpo e nel sangue di Cristo:
«Il suo corpo e il suo sangue sono veramente contenuti nel sacramento dell'altare sotto le forme del pane e del vino, il pane e il vino essendo stato transustanziati, per la potenza di Dio, nel suo corpo e nel suo sangue.
»
Il mwaccConcilio di Trento nella definizione dogmatica della XIII sessione dell'11 ottobre mwacg1551, al capitolo IV dichiara:
«con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica
transustanziazione
.»
(Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1376cite-ref-51[46])
Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate.cite-ref-52[47] La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la mwadmfrazione del pane non divide Cristo.cite-ref-53[48]
Poiché l'Eucaristia è il corpo e il sangue di Cristo, "Il culto della latria è dovuto al sacramento dell'Eucaristia, cioè di adorazione, riservato solo a Dio sia durante la celebrazione eucaristica sia al di fuori di essa. La Chiesa, infatti, conserva con la massima diligenza le Ostie consacrate, le porta agli infermi e ad altre persone impossibilitate a partecipare alla Santa Messa, le presenta alla solenne adorazione dei fedeli, le porta in processione e invita alla frequente visita e adorazione del Santissimo Sacramento conservato nel tabernacolo."cite-ref-54[49]
Alla visita del Santissimo Sacramento mwad4papa Pio XI il 3 giugno 1932 concesse un'indulgenza di dieci anni, lucrabile quotidianamente, alla condizione che si recitino 5 mwad8Ave, mwaeaPater e mwaeeGloria, più un mwaeiAve, mwaemPater e mwaeqGloria per le intenzioni del Sommo Pontefice. Se la visita viene compiuta in ciascun giorno della settimana fu concessa l'indulgenza plenaria a quanti si siano confessati e comunicati.cite-ref-55[50]
L'eucaristia è celebrata da un ministro mwaeoordinato (sacerdote), all'interno della mwaescelebrazione eucaristica: essa consiste nel complesso della liturgia della parola e della liturgia eucaristica, aperto dai riti di ingresso e chiuso nei riti di conclusione.
Il mwafiConcilio Vaticano II riafferma che si può vedere la presenza del Signore nell'assemblea riunita nel suo nome, nel sacerdote che celebra mwafmin persona Christi, nella mwafqBibbia proclamata "giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Scritturamwafu", nel sacrificio della messa "essendo egli stesso che, offrendosi una volta sulla croce, offre ancora sé stesso tramite il ministero dei sacerdoti, soprattutto nelle specie eucaristiche" (mwafymwafcSacrosanctum Concilium).
La Chiesa mwafkcattolica e quella mwafoortodossa affermano che "la presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche": perciò il Santissimo Sacramento è conservato nei mwafstabernacoli (o cibori) per essere adorato, ma anche e soprattutto come riserva per la comunione ai malati e ai moribondi (in questo caso si usa il termine di "Viatico").
Nella Chiesa cattolica esistono specifici riti per l'mwaf0adorazione eucaristica. Il Corpo di Cristo viene esposto nell'mwaf4ostensorio all'adorazione dei fedeli. Il sacerdote può anche impartire la benedizione eucaristica ai fedeli con il pane consacrato, solitamente alla fine del rito di adorazione.
La Chiesa celebra ogni giorno l'Eucaristia (tranne i mwagamwagegiorni aliturgici, quando né pane né vino vengono consacrati, nel mwagirito romano il mwagmVenerdì santo e il mwagqSabato santo, nel mwagurito ambrosiano tutti i venerdì di mwagyQuaresima), ma in modo particolare essa è solennizzata nel giorno della sua istituzione, il mwagcgiovedì santo, nella messa vespertina mwaggmwagkin Cena Domini.cite-ref-56[51] Tuttavia, non potendo esternare tutta la solennità in quel giorno della Settimana Santa (che, come tale, esige un contesto di sobrietà), la festa è rimandata al giovedì della prima settimana dopo mwag4Pentecoste: si tratta della mwag8Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, detta anche del mwahaCorpus Domini. Nella maggior parte delle nazioni cattoliche, tuttavia, tale mwahefestività di precetto è rimandata alla domenica successiva (seconda dopo Pentecoste).
Comunione sacramentale
Giovanni riporta le parole di Gesù: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno" e "dimora in me e io in lui" (mwahwGv mwah06,54-56cite-ref-57[52]). L'eucaristia è dunque pegno d'mwaiiimmortalità, e mwaimsacramento di comunione con il Cristo.
Secondo la Chiesa cattolica, in ogni eucaristia si rinnova il sacrificio di Cristo per il mondo, nuova alleanza di Dio con l'uomo: il Signore dà nuovo nutrimento all'uomo e nuova forza alla Chiesa perché gli siano fedeli testimoni nelle vie del mondo, pronti a seguire con la propria vita la Sua vita, donata nel servizio a tutti. Per questo la Chiesa invita i cristiani a partecipare alla messa ogni domenica e di accostarsi alla comunione sacramentale almeno a Pasqua: la completa partecipazione all'Eucaristia non può tralasciare questo suo fondamento che è proprio la comunione al mwaiucorpo di Cristo, lasciata da Cristo stesso ai cristiani, anche come responsabilità.
Nel mwaicDe venerabili Sacramento Altaris (cap. XI),cite-ref-58[53]cite-ref-59[54] mwajaTommaso d'Aquino identifica tre miracoli in ogni Eucaristia:
• sotto le specie del pane c'è il vero Corpo di Cristo (mwajmquod ibi sub specie panis est verum Corpus Christi), uguale a quello nato e al corpo spirituale del Cristo risorto;
• tutta la sostanza del pane è stata trasformata in Cristo: sotto la specie del pane non c'è più il pane, ma mwajusoltanto il Corpo di Cristo (mwajyquod tota substantia panis mutatur in Corpus Christi);
• la sostanza del pane viene trasformata nel Corpo di Cristo, ma rimangono gli accidenti, le qualità del pane (mwajgquod mutatur in Corpus Christi tota substantia panis, manent accidentia panis ): il pane intero ha tutta e la sola sostanza del Corpo di Cristo, mantiene i propri accidenti. Altro prodigio è che il Corpo di Cristo non si duplica né diminuisce, ma rimane unico identico intatto e integro, sia mentre viene mangiato dai fedeli (mwajkPrimum, quod Corpus Domini dum manducatur, non minuitur), che nei molteplici luoghi in cui l'eucaristia è presente in uno stesso momento (mwajoSecundum signum - secondo miracolo - quod unum et idem corpus est in pluribus locis, in pluribus portionibus) che allo spezzare del pane eucaristico (mwajsTertium mirabile est, quod Corpus Domini licet sit in pluribus licis vel hostiis, aut portionibus, tamen per partes non est divisum sed manet in sé integrum et conjenctum).
Il Lauda Sion completa dicendo che Cristo è presente interamente in ogni più piccola parte delle particole e del vino dopo la consacrazione eucaristica (mwaj0tantum esse sub fragménto,/quantum toto tégitur; mwaj4Cristo è tanto in ogni parte, /quanto nell'intero).
Comunione spirituale
Per mwakecomunione spirituale si intende una mwakipreghiera mediante la quale il fedele può esprimere il desiderio di unirsi e di ricevere Gesù-Eucaristia senza effettuare materialmente la Comunione sacramentale (cioè senza ricevere l'ostia consacrata).
Gli effetti della comunione spirituale sono simili ma, evidentemente, non del tutto sovrapponibili alla Comunione sacramentale e possono sostituirla quando il fedele è materialmente o moralmente impossibilitato a ricevere la Comunione sacramentale. Rispetto alla Comunione sacramentale ha il "vantaggio" di poter essere fatta ogni qualvolta il fedele lo voglia e in qualsiasi momento della giornata o luogo. Dal punto di vista mwakqascetico e spirituale è una pratica consigliata in tutte le epoche e testimoniata da molti mwakusanti anche grazie a rivelazioni private o esperienze mistiche. Tra i più noti santi che hanno diffuso la pratica della comunione spirituale si annoverano mwakyAlfonso Maria de' Liguori, mwakcCaterina da Siena, mwakgMargherita Maria Alacoque, mwakkFrancesco di Sales e mwakoJosemaría Escrivá de Balaguer.
Esistono diverse formule verbali di Comunione spirituale, ma l'aspetto fondamentale è esprimere - anche solo con parole proprie o con elevazioni del cuore o della mente - il desiderio di unirsi a o di ricevere Gesù-Eucaristia. Gli effetti spirituali dipendono dalle disposizioni interiori e dalla rettitudine con cui si effettua. È considerata altresì un'utile preghiera per prepararsi a ricevere con il dovuto fervore la Comunione sacramentale.
Modi di ricevere la Comunione
Nel corso del tempo il modo di celebrare e ricevere la Comunione (ad esempio, in piedi o in ginocchio, nella specie del pane e del vino o solo del pane, sulla mano o sulla lingua) ha conosciuto delle variazioni.
Se nel cristianesimo primitivo si usava deporre il pane eucaristico nella mano del fedele, nel Sinodo di Roma dell'anno 404, celebrato sotto mwak8papa Innocenzo I (401-417), s'impone però il rito di dare la Comunione sulla lingua (Mansi X, 1205), pratica ribadita anche da mwalapapa Leone I (440-461) nel mwaleSermone V (mwaliPatrologia Latina, 54, 1385). Nel Sinodo di mwalmRouen (649-653), seguendo la linea osservata a Roma, viene ordinato ai sacerdoti di non dare la Comunione sulla mano (Mansi X, 1199-1200). Il mwalqConcilio di Costantinopoli III (680-681) proibisce poi ai fedeli di comunicarsi da soli, minacciando la scomunica a coloro che osassero farlo (Mansi XI, 969). Diversi secoli dopo, san mwaluTommaso d'Aquino scrive: “Per riverenza a questo Sacramento [=l'Eucaristia], nessuna cosa che non sia stata consacrata entri in contatto con Esso” (mwalyS.Th. III, q.82, a.3). Il mwalcConcilio di Trento (1545-1565) ribadisce questa linea: «È sempre stata consuetudine della Chiesa di Dio nella comunione sacramentale dei laici, prendere la comunione nelle mani dei sacerdoti e che i sacerdoti celebranti da sé medesimi, usanza che per ragione e giustizia deve essere mantenuta per provenire dalla tradizione apostolica.»
Nel mwalkCatechismo Maggiore di mwalopapa Pio X la Comunione è prescritta ancora sulla lingua e in ginocchio (art. 642: «Come bisogna presentarsi nell'atto di ricevere la santa Comunione?»), mentre è frequente ma non obbligatorio farsi il mwalssegno della croce quando si riceve l'Eucaristia.
Con la mwal0riforma liturgica del 1969, il n. 160 dellmwal4'mwal8Ordinamento Generale del Messale Romano stabilisce che: «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza Episcopale».
Nelle chiese protestanti dai tempi della riforma era praticato l'uso della comunione nella mano dei fedeli. Un ritorno a tale pratica nella Chiesa cattolica si ha nella seconda metà del mwameXX secolo, e rappresentò il ripristino di un'antica tradizione, seppure superata poi durante secoli di storia cattolica, e un importante passaggio dell'ecumenismo e del dialogo interconfessionale. Se i documenti del Concilio Vaticano II non si pronunciarono al riguardo, la Sacra Congregazione dei Riti concesse infatti nel 1968 la pratica della comunione sulla mano alla Germania e al Belgio: in seguito a diverse proteste tale concessione venne però sospesa. mwamiPapa Paolo VI nel marzo del 1969 promosse quindi un sondaggio riservato fra i vescovi di tutto il mondocite-ref-60[55] e, tenuto conto dei riscontri ricevuti, approvò il 28 maggio 1969 il documento mwamcMemoriale Domini, scritto dal cardinale mwamgBenno Gut e dal vescovo mwamkAnnibale Bugnini, in cui si affermava che, anche se il cristianesimo primitivo era solito ricevere la comunione sulla mano, i vescovi erano a grande maggioranza contrari a questa pratica e preferivano, in segno di rispetto e devozione, dare la Comunione direttamente sulla lingua. Il documento chiariva quindi che, se "in qualche luogo fosse stato già introdotto l'uso contrario, quello cioè di porre la santa Comunione nelle mani dei fedeli", tale pratica poteva comunque essere legalizzata con la maggioranza dei due terzi in un mwamoballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale (legalizzazione da sottoporre infine alla conferma della Santa Sede).
La Chiesa cattolica di Olanda fu la prima a consentire la pratica della comunione amministrata sulla mano.
In Italia la distribuzione dell'Eucaristia sulla mano è stata approvata nel 1989,cite-ref-61[56] (Delibera n. 56 del 19 luglio 1989)cite-ref-62[57] anche se in diversi luoghi era già praticata ed era stata autorizzata nella mwanudiocesi di Torino dall'arcivescovo mwanyMichele Pellegrino.
Attualmente l'istruzione mwangmwankRedemptionis Sacramentum afferma che i fedeli sono liberi di scegliere se ricevere la Comunione sulla mano o sulla lingua, mentre il ministro è obbligato ad amministrarla in entrambi i modi, come il fedele lo richiede.cite-ref-63[58] Tuttavia, l'ostia intinta nel vino non può essere ricevuta per mano, bensì soltanto sulla lingua (n. 104).
Condizioni per ricevere l'Eucaristia
La prescrizione di un auto-esame di coscienza e della Confessione trova fondamento in mwaoa1 Corinzi 11:29cite-ref-64[59], mentre l'mwaouanatema per chi abusa del sacramento eucaristico è contemplata in mwaoy1 Corinzi 16:22cite-ref-65[60]. La liturgia bizantina prescrive: mwaosSancta sanctis ("le cose sante ai santi").cite-ref-cooperatores-veritatis-org-66-0[61]
Per ricevere degnamente l'Eucaristia si richiedono tre condizioni:
1° sapere e pensare chi si va a ricevere;
2° essere in grazia di Dio;
3° osservare il mwapqdigiuno eucaristico.
Queste norme tradizionali nei riti latini nel tempo hanno avuto modalità di applicazioni diverse. Attualmente sono codificate nel mwapyCodice di diritto canonico ai mwapccanoni 912-919.
Quanto alla prima condizione i canoni 912-913 stabiliscono:
«Can. 912 - Ogni battezzato il quale non ne abbia la proibizione dal diritto, può e deve essere ammesso alla sacra comunione.
Can. 913 - § 1. Per poter amministrare la santissima Eucaristia ai fanciulli, si richiede che essi posseggano una sufficiente conoscenza e una accurata preparazione, così da percepire, secondo la loro capacità, il mistero di Cristo ed essere in grado di assumere con fede e devozione il Corpo del Signore.
§ 2. Tuttavia ai fanciulli che si trovino in pericolo di morte la santissima Eucaristia può essere amministrata se possono distinguere il Corpo di Cristo dal cibo comune e ricevere con reverenza la comunione.»
Non sono in grazia di Dio coloro che sono consapevoli di essere in mwapspeccato grave, salvo il disposto del canone 916:
«Can. 916 - Colui che è consapevole di essere in peccato grave, non celebri la Messa né comunichi al Corpo del Signore senza premettere la confessione sacramentale, a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l'opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi di porre un atto di contrizione perfetta, che include il proposito di confessarsi quanto prima.»
In ogni caso, per il can. 914 non sono ammessi alla sacra comunione «gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto».
Sono tali, ad esempio, gli affiliati alla mwap8massoneriacite-ref-67[62] e i divorziati risposati.cite-ref-0-68-0[63] Rispetto ai divorziati risposati, nella relazione finale del mwaqgSinodo mondiale dei Vescovi sulla famiglia, voluto a Roma da papa Francesco nell'ottobre 2015,cite-ref-69[64] ai nn. 84-86 i Padri sinodali hanno votato la proposta di affidare ai presbiteri l'accompagnamento delle persone interessate sulla via del discernimento secondo l'insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo.cite-ref-70[65] Il Santo Padre, nell'esortazione apostolica postsinodale mwaremwariAmoris laetitia, pubblicata l'8 aprile 2016, ai nn. 301-302 ha ribadito la normativa vigente, invitando nel contempo i confessori ad applicare il principio generale delle cause attenuanti soggettive, per cui non sempre una mancanza grave è da considerarsi peccato mortale che esclude dalla comunione eucaristica: tali sono l'eventuale ignoranza della norma, una difficoltà grande nel comprendere «valori insiti nella norma morale», le condizioni concrete del soggetto che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa (come l'inavvertenza, la violenza, il timore, la forza delle abitudini contratte, gli affetti smodati, l'immaturità affettiva, lo stato di angoscia o altri fattori psichici o sociali).cite-ref-71[66] Il 3 ottobre 2023, in risposta alle domande avanzate dall'arcivescovo emerito di Praga, card. mwarcDominik Duka, ha aperto (dichiarandolo come mwargMagistero ordinario) alla possibilità di accedere ai sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucarestia laddove "esistono limitazioni che attenuano la responsabilità e la colpevolezza" della mancata continenza coniugale.cite-ref-72[67]
Differente è il caso di coloro che abbiano ottenuto l'annullamento del matrimonio dall'ex Sant'Uffizio. L'annullamento comporta la facoltà di celebrare nuove nozze in Chiesa e la facoltà per i coniugi risposati, ma non divorziati, di accedere al sacramento eucaristico. Diversamente dalla Chiesa ortodossa e dalla liturgia bizantina, la Chiesa cattolica non distingue fra coniuge innocente e coniuge colpevole di adulterio o di fornicazione. E non offre al coniuge incolpevole la possibilità di celebrare un secondo matrimonio ecclesiastico, che dia accesso al Santissimo Sacramento.cite-ref-cooperatores-veritatis-org-66-1[61] Pur essendo prevista la facoltà di ripudio del coniuge infedele, mwasiLuca 16:18cite-ref-73[68] riporta il divieto esplicito di sposare una nuova moglie dopo il ripudio ovvero di sposare in prime nozze la moglie ripudiata da un altro uomo.
Il mwasgdigiuno eucaristico è regolato dal canone 919 del Codice di diritto canonico che dispone:
«Can. 919 - § 1. Chi sta per ricevere la santissima Eucaristia si astenga per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine.
§ 2. Il sacerdote, che nello stesso giorno celebra due o tre volte la santissima Eucaristia, può prendere qualcosa prima della seconda o terza celebrazione, anche se non sarà intercorso lo spazio di un'ora.
§ 3. Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure, possono ricevere la santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l'ora antecedente.»
Il digiuno in genere è storicamente legato all'mwassagape e al gesto della frazione del pane fra cristiani battezzati. Il digiuno è talora utilmente essere associato alla virtù della carità e ai meriti di salvezza di una mwaswpia opera di misericordia, che è il dono al prossimo bisognoso del cibo non consumato durante il digiuno.
I frutti della Comunione
Ricevere l'Eucaristia nella Comunione reca come frutto principale l'unione intima con Cristo Gesù; conserva, accresce e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo; separa dal peccato; fortifica la carità che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi; preserva in futuro dai peccati mortali e unisce a tutti i fedeli in un solo corpo: la Chiesa.cite-ref-74[69]
Al tempo dell'emergenza sanitaria COVID-19
A seguito della mwatupandemia di COVID-19, i governi e le conferenze episcopali di vari Paesi hanno concordato le norme igienico-liturgiche per evitare che lo Stato dovesse limitare la mwatylibertà di culto.
Le nuove norme vietavano la somministrazione della Santa Comunione in bocca: se in precedenze il fedele poteva optare fra due modalità, l'unico metodo durante la pandemia era la comunione in mano, introdotto al tempo del Concilio Vaticano II.
Durante il lockdown, le celebrazioni eucaristiche si svolgevano a porte chiuse ed era vietata la partecipazione dei fedeli.
La soluzione della fruizione sacramentale differita del servizio eucaristico ha avuto seguito anche negli Stati Uniti.cite-ref-75[70] Prima della pandemia, la distribuzione di particole consacrate, al di fuori della Santa messa e del luogo consacrato nel quale era stata celebrata, era un fatto residuale ed eccezionale riservato a mwat4cause di forza maggiore come quello della Comunione agli infermi, impossibilitati a muoversi dal proprio domicilio.
L'imbustamento delle particole è stato visto come un atto in sé sacrilego e irrispettoso della mwauaPresenza reale di Dio. Inoltre, l'eventualità di una consacrazione precedente alla Messa sarebbe contraria alla sua stessa natura di sacrificio eucaristico celebrato per l'assemblea dei fedeli battezzati presenti. In questo modo, la consacrazione eucaristica diventerebbe opzionale e la Messa sarebbe ridotta alla sola mwaueLiturgia della Parola, assimilandola ad un rito protestante.cite-ref-76[71] Importanti rilievi in tal senso sono stati sollevati dal cardinale mwauyRobert Sarah.cite-ref-77[72]cite-ref-78[73]
I miracoli eucaristici
Benché la mwavitransustanziazione (trasformazione della sostanza del pane e del vino nel vero Corpo e Sangue di Cristo) sia secondo la fede cattolica un grande mwavmmistero sacramentale, le specie (ossia l'apparenza accidentale) del pane e del vino rimangono però normalmente intatte, e quindi non vi è propriamente mwavqmiracolo. Tuttavia nella storia della Chiesa sono riportati numerosi miracoli eucaristici. In particolare, secondo la narrazione ecclesiastica, il pane consacrato nella messa divenne molte volte anche visivamente Carne e Sangue, per esempio a mwavuLancianocite-ref-79[74], a mwavoBolsenacite-ref-80[75], ad mwav8Alatricite-ref-81[76], a mwawqTranicite-ref-82[77] e in molti altri miracoli eucaristici.
In certi casi si sarebbero verificate levitazioni - come nel mwawomiracolo eucaristico di Faverneycite-ref-83[78]- o splendide illuminazioni dell'Ostia, come nel mwaw8miracolo eucaristico di Torino.cite-ref-84[79]
In altri casi le ostie rubate e profanate si conservano intatte da decenni come nel mwaxumiracolo eucaristico di Siena e di mwaxySan Mauro La Bruca.
Tra i miracoli attribuiti a mwaxgSant'Antonio uno, quello della mula che si inginocchia di fronte al Sacramento, si configura come miracolo eucaristico. Altri fenomeni legati all'Eucaristia, ritenuti miracolosi dalla Chiesa o semplicemente dalla tradizione, sono attribuiti a diversi santi e beati, tra i quali: san mwaxkFrancesco d'Assisi, santa mwaxoCaterina da Siena, sant'mwaxsIgnazio di Loyola, santa mwaxwTeresa d'Avila, san mwax0Tommaso d'Aquino, san mwax4Bernardo di Chiaravalle, san mwax8Giovanni Bosco, santa mwayaMargherita Maria Alacoque, beata mwayeAnna Katharina Emmerick, santa mwayiAngela da Foligno e molti altri.cite-ref-85[80]
Alcuni fedeli (sia dichiarati santi dalla Chiesa cattolica, come la beata mwaygAlexandrina Maria da Costa - sia per i quali è in corso una mwaykcausa di beatificazione, come le mwayoserve di Dio mwaysTeresa Neumann e mwaywMarta Robin), si afferma siano vissuti per alcuni o molti anni nutrendosi esclusivamente della Comunione quotidiana, senza assumere alcun altro cibo o bevanda.cite-ref-86[81]
Alcune delle guarigioni di mwaziLourdes riconosciute ufficialmente dalla mwazmChiesa cattolica come miracolose, sono inoltre avvenute durante la mwazqprocessione pomeridiana con il mwazuSantissimo Sacramento.cite-ref-87[82]
In seguito ai due mwazsmiracoli eucaristici avvenuti a mwazwBuenos Aires fra il mwaz01992 e il mwaz41996, esami approfonditi furono effettuati soprattutto sul materiale relativo ai fenomeni del 1996: campioni dell'ostia furono inviati a due diversi laboratori, a mwaz8Sydney e mwa0aNew York, ignari dell'origine del materiale. Le analisi mostrarono la presenza di tessuto mwa0emiocardico e di mwa0iglobuli bianchi intatti, che non possono essere presenti nel tessuto cardiaco di un cadaverecite-ref-88[83], tant'è che il professor Frederick Zugibe, primario di mwa0cmedicina legale e mwa0gcardiologo della mwa0kColumbia University di New York, incaricato degli esami, chiese sbalordito: "Come avete fatto ad estrarre da una persona un pezzo di cuore vivente?"cite-ref-89[84]. Sempre il professor Zugibe, osservando il modo in cui i globuli bianchi avevano penetrato il tessuto miocardico, affermò che "il cuore era stato sottoposto a un duro stress, come se il suo proprietario fosse stato picchiato duramente all'altezza del torace".cite-ref-90[85]cite-ref-91[86]
Nella musica
• mwa1wAve verum corpus
• mwa14Pange lingua
• mwa2aAdoro te devote
• mwa2iO sacrum convivium
• mwa2qO salutaris Hostia
• mwa2yPanis Angelicus.
• mwa2gLauda Sion Salvatorem
Il mwa2omwa2sLauda Sion Salvatorem afferma nel testo i principali elementi teologici connessi all'Eucarestia, elaborati da san mwa2wTommaso d'Aquino:
• ciò che "Cristo fece durante la cena / comandò da farsi / in suo ricordo",
• l'Eucaristia è il pane degli angeli che rende i cristiani commensali della città celeste,
• la transustanziazione delle specie del pane e del vino nella carne e nel sangue è un dogma di fede che "ai cristiani viene dato",
• "La carne (è) cibo, il sangue bevanda: / eppure Cristo resta intero / sotto ciascuna specie.": il Corpo di Cristo è realmente e totalmente presente sia nel vino che nel pane anche presi singolarmente, assumendo una sola delle due speciecite-ref-92[87]
Chiese di rito bizantino (ortodosse e cattoliche)
La celebrazione eucaristica delle Chiese di mwa4arito bizantino (mwa4ecattoliche e mwa4iortodosse) è chiamata mwa4mDivina liturgia.
Per la comunione queste Chiese usano mwa4upane fermentato di mwa4yfrumento e mwa4cvino rosso mescolato con mwa4gacqua tiepida nel mwa4kcalice. Il significato è duplice: il pane fermentato è qualcosa di "vivo", adatto al giorno della Risurrezione (la domenica). Inoltre, secondo il Vangelo di Giovanni l'ultima cena ebbe luogo mwa4oprima della Pasqua ebraica, quando il pane con lievito (mwa4sChametz) poteva essere ancora consumato. Il pane preparato per la comunione è chiamato "agnello"; il coltello con il quale il celebrante ritaglia le particole dalla mwa4wProsfora (il pane consacrato per la comunione) è chiamato "lancia", a ricordo di quella che trafisse il Cristo dopo la morte sulla croce.
L'eucaristia è distribuita sempre sotto le due specie. Il Corpo e il Sangue di mwa44Cristo (i "Santi Doni") vengono amministrati dal celebrante attraverso un lungo cucchiaino d'oro o altro metallo prezioso. Dopo l'acclamazione del mwa48diacono: "Con il timore di Dio e la fede, avvicinatevi!", i fedeli, avvicinandosi al calice, si comunicano; nella tradizione slava coloro che si vogliono comunicare mettono le loro mani a forma di croce sul petto, mentre in quella rumena i comunicandi portano una candela (esistono molte varianti locali).
Il celebrante sorregge insieme al calice un fazzoletto di stoffa rosso, chiamato velo purificatorio, per asciugare le labbra di coloro che ricevono il Sangue di Cristo. Nella tradizione slava, invece, due diaconi o due mwa5eaccoliti sorreggono il velo purificatorio, per evitare che le Sacre Specie cadano.
Dopo aver comunicato, nella tradizione slava i fedeli baciano la parte bassa del calice, che simboleggia il costato di Cristo, dal quale uscirono acqua e sangue; nella tradizione greca i fedeli non baciano il calice, privilegio esclusivo del clero, evitando così di agitarlo o scuoterlo accidentalmente.
Viene offerto ai fedeli del pane benedetto, chiamato antidoron; nella tradizione slava anche dell'acqua calda mista a vino. In linea di principio, lmwa5q'mwa5uanti-doron è un pane distribuito mwa5yal posto dei Santi Doni. Viene però oggi ricevuto da tutti, anche per la sua funzione nel facilitare l'ingestione di eventuali particelle delle Sacre Specie, rimaste nel cavo orale.
Nella Chiesa ortodossa, non essendoci limiti di età, l'eucaristia viene distribuita anche ai fanciulli o ai neonati, purché siano già stati mwa5gbattezzati.
Chiese protestanti
I mwa6aprotestanti, a seconda della confessione, usano il termine mwa6eSanta Cena, Cena del Signore (mwa6iLord's Supper), Comunione, o a volte anche mwa6mEucaristia. Le posizioni sul suo significato sono diverse, ma possono essere ricondotte a tre grandi interpretazioni: quella di mwa6yLutero, chiamata mwa6cunione sacramentalecite-ref-93[88] e nota per lo più fuori dal luteranesimo come mwa6wconsustanziazionecite-ref-94[89]; quella di mwa7eUlrico Zwingli, sostenitore di un significato puramente simbolico del pane e del vino; e infine quella di mwa7iGiovanni Calvino, che sostiene una presenza spirituale e una mwa7mpartecipazione reale al corpo di Cristocite-ref-95[90].
Testimoni di Geova
I mwa7sTestimoni di Geova celebrano una volta l'anno il mwa7wPasto Serale del Signore, nel giorno della mwa70Pasqua ebraica, ovvero il 14 di mwa74Nisan, secondo il mwa78calendario ebraico. Il pane non lievitato e il vino rosso vengono fatti passare di mano in mano, ma solo gli mwa8aUnti possono consumarli. Essi, secondo i Testimoni di Geova, sono i rimanenti ancora in vita dei 144.000 che la Bibbia indica quali aventi una risurrezione celeste per regnare con Cristo.
Note
Note al testo
cite-note-22N 1. ↑ 9:1 Riguardo all'eucaristia, così rendete grazie: 9:2 dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 9:3 Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 9:4 Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli. 9:5 Nessuno però mangi né beva della vostra eucaristia se non i battezzati nel nome del Signore, perché anche riguardo a ciò il Signore ha detto: "Non date ciò che è santo ai cani".
cite-note-23N 2. ↑ 10:1 Dopo che vi sarete saziati, così rendete grazie: 10:2 Ti rendiamo grazie, Padre santo, per il tuo santo nome che hai fatto abitare nei nostri cuori, e per la conoscenza, la fede e l'immortalità che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 10:3 Tu, Signore onnipotente, hai creato ogni cosa a gloria del tuo nome; hai dato agli uomini cibo e bevanda a loro conforto, affinché ti rendano grazie; ma a noi hai donato un cibo e una bevanda spirituali e la vita eterna per mezzo del tuo servo. 10:4 Soprattutto ti rendiamo grazie perché sei potente. A te gloria nei secoli. 10:5 Ricordati, Signore, della tua chiesa, di preservarla da ogni male e di renderla perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti nel tuo regno che per lei preparasti. Perché tua è la potenza e la gloria nei secoli. 10:6 Venga la grazia e passi questo mondo. Osanna alla casa di David. Chi è santo si avanzi, chi non lo è si penta. Maranatha. Amen. 10:7 Ai profeti, però, permettete di rendere grazie a loro piacimento.
cite-note-24N 3. ↑ 14:1 Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro. 14:2 Ma tutti quelli che hanno qualche discordia con il loro compagno, non si uniscano a voi prima di essersi riconciliati, affinché il vostro sacrificio non sia profanato. 14:3 Questo è infatti il sacrificio di cui il Signore ha detto: "In ogni luogo e in ogni tempo offritemi un sacrificio puro, perché un re grande sono io - dice il Signore - e mirabile è il mio nome fra le genti".
cite-note-25N 4. ↑ VII, 1. Stanno lontani dalla eucaristia e dalla preghiera perché non riconoscono che l'eucaristia è la carne del nostro salvatore Gesù Cristo che ha sofferto per i nostri peccati e che il Padre nella sua bontà ha risuscitato. Costoro che disconoscono il dono di Dio, nel giorno del giudizio, moriranno. Sarebbe meglio per loro praticare la carità per risorgere. Conviene star lontano da essi e non parlare con loro né in privato né in pubblico, per seguire invece i profeti e specialmente il vangelo nel quale è manifestata la passione e compiuta la risurrezione. Fuggite le faziosità come il principio dei mali. mwa9iLettera Ai Cristiani di Filadelfia VII,1
cite-note-26N 5. ↑ Preoccupatevi di attendere ad una sola eucarestia. Una è la carne di nostro Signore Gesù Cristo e uno il calice dell'unità del suo sangue, uno è l'altare come uno solo è il vescovo con il presbiterato e i diaconi miei conservi. Se ciò farete, lo farete secondo Dio. mwa9yLettera Ai Cristiani di Filadelfia 1.1.1.5
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Voci correlate
• mwboeTeologia eucaristica
• mwbomMemoriale
• mwbouUltima Cena
• mwbokSanta Cena
• mwbosComunione aperta
• mwbo0Celebrazione eucaristica
• mwbo8Corpus Domini
• mwbpePrima comunione
• mwbpmTransustanziazione
• mwbpuConsustanziazione
• mwbpcPrimi cinque sabati del mese
• mwbpkFermentum
• mwbpsTeofagia
• mwbp0Koinonìa
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Collegamenti esterni
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Liturgia